domenica 30 maggio 2010

Once Upon a Time Zio MAXIO'

pronunciato con la X che sembra un ape in pieno canto. Un sorte di zzzzz con i denti chiusi e le labra pure. Il nomingliolo dato tantissimi anni fa perche è quello usato per Tomaso, suo vero nome. Il gemello di mia suocera, buon anima, che parlava di lui con grandissimo amore. Quel gemello che è nata con lei da una madre molta anziana per i tempi, 45 anni, portata avanti con grandissima forza e capacità lavorativa. In fatti, il giorno della loro nascità la nonna era andata in campagna, poi tornata in tempo per cominciare le doglie. Il babbo della suocera che non era a casa è stato avertito della nascita della prima gemella con ampio tempo per godersi l'avvenimento da un fratello piu grande della nascitura....Pà è nata la sorellina e lui, il piu grande scappa a casa contento di aver dato notizia lieto al Papà. Dopo un po la levatrice manda di corsa il fratello grande per avvertire il Pa che è nato pure un fratellino gemello. A sentire questo altro liete notizia il Papaà dei gemelli gira ai suoi amici e dice 'scappo e torno a casa altremente quella (la nonna) non smette piu di partorire'. Bei vecchi tempi quelli nella quale si nasceva in casa e si poteva scherzare sul avvenimento. Tutto bene considerando i tempi che furono e loro crebbero piu grandi a forza di latte materna, quella di capra e mucca e una mamma che, quando andava in campagna, appendeva la culla su un rame di ulivo per far sì che non entrava dentro i serpenti. Non che ci sono tanti serpenti qui in Ponente ma al tempo senz'altro c'erano piu di adesso. Almeno di quelli che chiamiamo uccellai che al tempo credevano andasse nelle culle e stavano sulla faccia dei bimbi per il calore e l'odore di latte. Ma questo lo dicevano anche dei gatti.





Maxiò crebbe bene e anche mia suocera e piano piano cominciarano girare con gli altri bimbi piccoli. Scuola, giochi, messe, catechismo. Il solito giro di tutti i bimbi di quei tempi che erano da 1920 in poi.
Mia suocera raccontava un aneddoto su suo fratello che faceva molto ridere. Loro avevano in stalla una bella capretta da latte che ne forniva abbastanza per fare una formagetta e se non facevano formaggio c'era il latte da bere. Per parecchi giorni di seguito questa bestia non aveva latte da mungere e la mamma di mia suocera era disperata perche credeva che la capra fosse malata. Una mattina prestissimo va nella stalla e cosa vede? Zio Maxiò appostato sotto le tetterelle della capra che succhia come un danato...altro che malattia! Un scapelloto a lui e tante risate dopo...questo era Maxiò mi disse mia suocera. Peccato che non c'erano tante altre storie così. Troppe poche storie per poter dire chi era questo giovane zio rimasto sulla terra così poco.

Non che mia suocera parlava tanto dei tempi che erano bellissimi ma grammi. L'acqua si prendeva dalla fontanetta. Le giare grosse dove buttavano i liquami notturni dai vasetti si portavano
con i pazienti muli in campagna sotto gli ulivi. La biancheria si lavava nel torrente con sapone marsiglia, tanta forza e si camallava tutto sulla testa in ceste su e giù per il paese perche è ancora oggi un paese in salita. Si aveva in casa animali da cortile e così un po meno fame c'era ma si mangiavano anche lumache e uccelletti che i fratelloni cacciavano. La frutta si seccava ancora al sole in estate. Il vino si faceva sempre e olio buono era disponibile con tante giornate di lavoro. Però neanche questo è la storia di oggi il 30 Maggio.

Oggi è il secondo giorno della Fiera del Libro nella nostra città a Ponente. Una fiera che arriva ogni anno verso questo periodo e alla quale vado volontiere anche se è una cosa piuttosto ridotto e sempre uguale. Però riesco sempre trovare un gioello nel mucchio e oggi non era diverso. La gemma in questione oggi è un banco della chiesa Evangelica dove ce in bella mostra una vetrina di Bibbie antiche. Strano dico io che sia in mostra una cosa del genere in questo periodo di caldo umido. Fa male ai libri e questi antichi soffrono tantissimo. Un signore dietro al banco mi guarda e dice buon giorno e come ben si sà io non sono mai una che lascia da sola una persona che mi saluta. Una parola tira altra come ciliege rosse e succose e TOC! mi da un biglietto da visita sulla quale è scritto suo nome Ferruccio Iebola, scrittore storico. BINGO che bello, che tipo di storia chiedo io e lui La Resistenza Ligure. Ma dai? Che interessante. Il fratello gemello di mia suocera, Tomaso Ricci, era un partigiano. Ma guarda caso risponde lui e tira fuori un libro sulla resistenza in questa Zona. Proprio scritto da lui che spiega tutta la triste facenda di questo zio Maxiò, detto Tomascenco (perche sopravvissuto alla campagna Russa e tornato a casa indenne). Logicamente il discorso è diventato lunghino e non vorrei mica annoiarvi con tutto ma finendolo in breve, dopo aver letto la parte da lui segnato sul masacro dei nazifascisti di tantissimi giovanni in un posto vicino a Tavole nel entroterra dietro noi...una foto dello Zio giovanni e bello. Una foto del suo corpo con un compagno, Christo nome di battaglia, uccisi barbaramente ad armi bianchi dai nazifascisti. Dove posso comprare il libro chiesi. E lui, gentilmente, disse, se non ti offendi te lo regalo e così fu...il libro è adesso sulla scala della mansarda dove lo può tenere come tesoro la nipote dello Zio Maxiò, tesoro nel cuore della sua gemella. Ora che sono tutte e due insieme penso che se la raccontano...che spreco la guerra.

Un appunto ancora piu triste di questa storia è quello che raccontava mio suocero. Al tempo del ucciosione, parecchi giorni prima, lui, mio suocero, aveva avuto sentore di un rastrellamento che doveva essere fatto dai nazifascisti...andò da Maxiò e disse che sarebbe meglio che lo nascondessi in casa o in campagna vicino alla casa dove c'erano loro (la casa dei miei suoceri in campagna sarebbe stato perfetto per questo perche posti invisibile si trovavano al tempo). Maxiò rifiutò e così andò incontro al destino....