domenica 24 aprile 2011

Once upon a time c'era


or there was a breakfront which was empty and sad and wasn't the least bit interested in its empty and sad existence since it knew that some day yours truly would eventually get around to filling it with wonderful stuff and as you can see there is a sack and a bag full of stuff right there in front of you while you read this post.
I've never had a grand love for elephants if they weren't really the pachidermi type which I adored at zoo. The elephants at the zoo with their long flexible snouts which easily stole a small bag of peanuts from a very young yours truly and made her understand that size is everything in life. But that's another story. The elephants on this shelf have real ivory tusks, are crossing a bridge and since they have been living on the empty and sad shelf have non longer had to be dusted! Already a love story since we all know how much dust is not a happy guest in our homes.

Anyhow, this particular shelf in the breakfront as I was saying happened to be empty or almost until I discovered a box in the garage in which there were 2 ceramic kittens which have been living with me almost as long as I have been living with myself. A wonderful Swiss clock which Nahmoe brought me from Chocolate-land ages ago and which for years and years when I was little actually kept time and ticked happily in my bedroom keeping me company. It too has been with me as long as I have been with myself. And if course one absolutely cannot be without an absidian Nefertiti head directly from Egypt. Again a gift from Nahmoe when she returned from one of her infinite voyages to somewhere. It too is part of the realm of stuff which has been with me as long as I have been with myself.

The breakfront shelf is not really crowded at all if you look at it from far away. So when I did see it from a distance even a rock studded picture frame fit. And as we all know it's useless to have an empty picture frame so in it I put a little photo of the man of my life. That sailor who moved me to the Tallahassee part of the Peninsula, had me learn another language and a new world in which there is not only a breakfront but also a Portico a Ponente(That's WESTERN portico folks) from which I have written many posts in this blog which you all probably haven't been able to read because they're in that other language that not everyone who comes to my blog can read. So to finish in glory, yours truly is now mother-tonguing (spelling please) her way into history for you all. The man in the photo has not been with me as long as I have been with myself but let's just say that he's been there since 1975 which was a century ago. Now that really sounds historical.

Which brings yours truly to the end of the story of the empty and sad shelf in the breakfront which is against the wall of the living room behind the Portico a Ponente from which yours truly writes lots of the posts which you all will happily read in your mother tongue. And just think, those of you who are not in mother tongue in this part can scroll down and read the part in that other language...how's that for talkin.




un credenza vuota e triste che non aspettava altro che l'arrivo di qualche oggetto per tenerla


compagnia. Ad un certo punto la vita andava avanti avanti avanti come fanno sempre le vite delle persone e man mano che progrediva gli oggetti aumentavano un po alla volta con cura e calma affinche questo particolare mensola nella credenza divenne un oggettuario...nuova parola inventata da yours truly per spiegare la confusione di colore, forme e tipologia messi uno davanti al altro o uno dietro al altro, dipendendo come lo volete(come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a piacere). Stranamente gli oggetti piu vecchi sono rimasti davanti...i gattini mi accompagnano da tutta la vita e sono i miei piccoli di porcellana che continuano giocare tra le mille cose che li circondono. L'orologio svizzero era un regalo di Nahmoe, portato in valigia tantissimi anni fa(avrei avuto si e no forse 8 anni così potete benissimo fare un po di conti indietro) dalla landa del cioccolato e cuucuu. E uno di quei oggetti che 'fa casa' dello spazio nella quale ho sempre visssuto. Un po come una statua di piombo di una ragazza in piede su una sedia(mica ancora fotografata) che tengo sempre nella camera dove lavoro(si fa per dire - nel mio studio pc e biblioteca dove per altro abita anche il mio congelatore - strane queste amer-ligure).

Il mini presepe il regalo di una cara amica che mi disse non fosse possibile non avere un presepe in casa a Natale e considerando la Max, la spiritata, che buttava al aria il mondo di statue in presepi passati questa cara amica ci ha presentato un presepe mini che stava quasi nascosta dentro la credenza durante tutto l'anno e tirato solo davanti a Natale sulla mensola dove lo vedete adesso. Max non arriva su questa mensola perche ci sono le porte(abita nella rientranza della credenza dove ho dovuto togliere le bottiglie dei liquori perche aveva abitudine di buttarle giu per far spazio per i suoi felini sonnellini). E considerando che Natale è passata da un pezzo e dopo oggi anche la Pasqua, ormai il mini presepe rimane dov'è facendo bella mostra dei suoi personaggi nella mini bolla di acqua che scuotendo scuotendo scende la neve nella stalla. Un interessante forme di licenza artistica che lo rende molto particolare...mica che nevicava nella stalla.

Un giovane signore in divisa sorridente spicca tra gli oggetti - l'uomo che abita con me da 36 anni e che condivide la vita di confusione, campagna, animali e il resto con questa amer-ligure importato da lui nel Belpaese. Era molto piu giovane allora ma onestamente lo trovo piu bello adesso che le fattezze e la pancia sono piu morbidi e se lo dico tutto anche gli angoli retti della sua personalità sono ammorbiditi creando una dolcezza una sofficità che nella gioventù non esisteva.

Gli elefanti erano parte del bottino africano portato da quel signore nei tempi delle petroliere al continente nero...adoravo il ponte con loro che camminavano sopra e così anche loro adesso fanno parte dei personaggi animali che vivono su quella mensola nascondendo proprio per caso, mica per scelta personale, quel gallo che spunta con la testa dietro di loro. Un po come quel calice e quella testa di ossidiana(egiziana per essere esatto)...mica pianificato le posizioni. Loro erano sempre là e la popolazione sulla mensola crebbe. Loro presero radici nel loro posto e rifiutarano di spostarsi neanche di un centimetro. Toh, mi dissero, 'noi rimaniamo qui in ombra'...e così fu

che su quella mensola nella credenza ce una sezione di vita e tutto di piu...tanto per condividere.


sabato 23 aprile 2011

Once upon a time c'era

an enormous blue cat lived tranquily seated on the shelf in that enormous breakfront - all alone. Rigorously alone because if yours truly thought about the number of birds of various forms and types which lived on the other shelves of the enormous breakfront it seemed that he could have gotten some strange ideas....so.....



un enorme gatto blue che viveva tranquillamente seduto sulla mensola da solo. Rigorosamente da solo perche considerando la quantità di uccellini che vivono sulle altre mensole non vorrei che gli venisse delle idee strane...


In the breakfront on the shelf under the blue cat who sits tranquilly thinking about all the other birds was this incredible CARDELLINO who was sitting on a branch of red fruits minding his own business while singing his heart out because he couldn't reach the fruit underneath him. Seems that when yours truly decoupaged him on the branch it wasn't obvious to the artist(yours truly who else) that if the branch was put more vertically, the CARDELLINO would be able to nip at the fruit. Permanent, eternal starvation and only peeks at the fruit sort of like Dante's HELL in which people can only peek at the wonderful food they would like and just be a breath away from having it...In any case the situation became so frantic that one day after having looked everywhere for a place to put the brandy cherry filled chocolates which yours truly had bought for the Man...she looked at that CARDELLINO. Saw his little bucket and his dilemma and decided to use him and his tin for a brandy cherry filled chocolate container....and you know something. It sort of kind of resolved several problems!

1 - the chocolates are now always put into the bucket
2 - the bucket is no longer on the shelf of the enormous breakfront but on the shelves directly in front of it
3 - the blue ceramic cat is now looking in the opposite direction because he is really angry that the CARDELLINO is no longer within his reach and personally I think that he is trying to see through the panel to catch a glimpse of the winged creatures on the other side of the enormous breakfront. How's that?




E ovviamente sotto di lui su un ramo di frutti rossi stava questo cardellino maschio fatto nei tempi delle esperienze decoupage taglia incolla su qualsiasi cosa yours truly trovasse disponibile. Gratta, pulisce, pittura, tinge, taglia incolla ridipinge, ricolora e voilà, una natura morta che sembra viva dai colori vivaci che porta per un regalo per non mi ricordo che festività di quel uomo che abita con me...però dopo che avevo messo il gattone blue sulla stessa mensola mi sembrava un po un controsenso avere lui che di sottecchi passava e ripassava lo sguardo sul pennuto e così adesso il pennuto fa da porta cioccolatino sulla libreria di fronte alla credenza. Il gatto non era tanto felice e si è girato la testa verso l'altra parte sperando di poter bucare il divisore tra lui e la civetta....se capite cosa intendo!


mercoledì 20 aprile 2011

Once upon a time c'era

SNIFF SNIFF SNIFF SNIFF...sort of like a cold which seems to be propagating all over the garden, in the yard, on the West Portico and under the olive trees. SNIFF SNIFF SNIFF...continues the noise as it seems to circle around everything checking out this and that and the other. SNIFF SNIFF SNIFF attached to a wet black nose which is attached to a Beagle, Harrier to be precise, who happens to also be part baracuda since she has the incredible habit of biting everything and pulling it around all over the place. SNIFF SNIFF SNIFF continues all the time while she is awake whether it is a butterfly, a bee, a wasp, a flower, a piece of fruit dropped under the tree where is was too ripe to stay in place, an old bone which she dug up and just has to bring it on the West Portico. You'd think that the youngest of our canine family would be happily sleeping in the shade of the olive trees instead of following her nose everywhere it takes her in this wonderful Spring season!

SNIFF SNIFF SNIFF with her tail in the air like a flagpole, the hackles on her back in the same position and her ears horizontal as they flapflapflap in the air which whooshes by her as she literally races all over the place around and around the house through the grove and under the trees....SNIFFSNIFFSNIFF forever. Could be her motto.

SNIFFSNIFFSNIFF jumping in the air to get the birds who fly overhead. Raising havoc as she thunders through the flock of pidgeons which have landed in the yard to peck up some seeds. SNIFFSNIFFSNIFF......

if only yours truly could convince her that the helicopter of the Forest Patrol isn't some sort of enormous bug...it is her favorite. Don't know if it is the noise or if it is the flight path it takes over the house but she literally goes nuts for it and when she can't get it after having jumped as high as she can and has SNIFFSNIFFSNIFFed it in all directions she sort of looks at yours truly, sort of gives a canine wink and trots off to SNIFFSNIFFSNIFF somewhere else.







una giovane cagnetta che aveva la bella abitudine di sniffare di qua sniffare di la continuamente in tutte le stagioni. Ma come tutte le cagnette di buona razza caccia questa piccolina era particolarmente felice durante la stagione della primavera perche era la stagione di nascità dopo un inverno lungo di profumi pesanti e forti tipo 'peste di cinghiale' e altre cose gradevole per nasi canini.

Gioiosamente vivendo in campagna fuori in tutte le stagioni la piccolina crebbe e divenne un beaglcuda vivace e alta. Avete vista senz'altro la sua foto in questo blog nei primi poste messi su da yours truly.

La si vede ora vivere correndo dietro i profumi, gli odori, le pesti che volano nel aria e a vederla intenta a scovare la direzione della preda con la coda ritta, i peli sulla schiena collo e testa alti come piccoli antennini, il tartufo(che è così che si chiama il naso dei cani) alzato e fremente mentre letteralmente risucchia tutto ciò che porta il vento....

è uno delle ragioni che la vita nel mondo delle ulivi ci piace...

e tanto.

PS: però non riusciamo farla capire che quel elicottero della forestale non è una preda tanto ambita!

martedì 19 aprile 2011

Once upon a time c'era


Una civetta che abitava sulla credenza nella sala da pranzo di mia suocera. La sala era di quelle dove si andava solo durante pasti di festa e quella civetta visse felice e contenta per, diciamo, secoli appollaiato in cima a sinistra della credenza in bella mostra.

La prima volta che la vidi non mi fece nessun impressione perche non facevo tanto caso ai soprammobili ma chissà perchè dopo anni di convivenza, sia da mia suocera sia a casa mia, quella civetta mi cominciai a dare tanto fastidio. Chissà perche quella bestia viene tenuta in casa in quel modo sopra la credenza che prende polvere sulle penne Convinto che fosse un pennuto imbalsamato cercavo di non guardarlo tanto da vicino perche a me gli animali imbalsamati fanno una certa tristezza. E così avanti per anni, decenni, secoli....affinchè

Come tutte le persone nel mondo, mia carissima suocera passa a miglior vita (questa ancora di scoprire perche per conto mio morto mica è vita ma lasciamo perdere la teologia per ora) e la civetta, come tante cose in casa sua andava messo nei cartoni e portati a casa fasciati e poi in garage aspettando....boh, chissà cosa aspettano. Magari che la nostra fiorentina se li porta in Toscana?

Comunque potete immaginare la sorpresa di yours truly quando finalmente deve prendere in mano il pennuto e si trova ad affrontare una mattinata tristissima perche toccare una bestia imbalsamata non è il massimo delle mie aspirazioni. Salgo la scala facendo attenzione a non guardare in sù...bella idea perche è sempre meglio guardare le scale mentre sali...e mi trovo davanti lei, la civetta


DI PORCELLANA

Mi sono sentita un po idiota, un po frastornata ma estremamente felice. Potevo metterla dentro la mia di credenza, dopo averla lavata di anni decenni secoli di polvere che mia suocera non credeva necessario pulire...e ora lei, la civetta, non la buon anima, abita felice contenta vicino alla papera blue di Natale regalatomi da mio marito un Christmas tanti anni fa. Ma questo è un altra storia. Come è una bella storia la spiegazione del dove venivano tutte quei fiori bianchi di perline fatte da mia Nonna(Nahmoe) quando stava alle Terme vicino a St. Petersburg in Florida...e se guardate bene la foto ci sono delle cosette di legno davanti ai fiori. Sono fischietti antichi per richiamare gli uccellini quando si andava a caccia di uccelletti. Attività venatoria ormai proibita ma al tempo di mia suocera un modo come tanti altri per mettere carne in tavola...una cultura persa nel tempo.

Quante storie si possono ricavare da una credenza....adesso capisco il perche delle bellissime foto che mette una mia amica nel suo blog. Tante credenze piene di meraviglie, storie, vita, ricordi...un po come la civetta sulla credenza che credevo fosse piumato...



martedì 12 aprile 2011

Once upon a time c'era

o meglio c'erano i pozzi o fontane alla quale le donne andavano ad attingere acqua e dove si poteva fare due chiacchiere con la vicina mentre si aspettava il tuo turno per riempire il recipiente che portavi a casa poi sulla testa su un straccio arrotolato o sul fianco ancheggiando su su su per il centro del paese. Oramai tempi sono cambiati e nel centro i pozzi comunali non ci sono piu e a dirlo tutto neanche le fontane(se non includi la Grande Gianduia dove ci sono ancora delle belle con teste di toro verde scuro dove acqua scorre giù dalla bocca della bestia).

Invece di questi adesso ci sono le fontanette per acqua frizzante piazzate in posti comodi dove arrivi con la macchina, tiri fuori le bottiglie che riempi con un acqua depurante e freddissima. Non che sola quel acqua lì è depurante ma ce scritto in chiare lettere che se usi quella il plinplin te lo fai di più e tante grazie per averci usato la fontanetta frizzante perche così porti a casa meno plastica ma in compenso usi di piu carta igienica e altretanto acqua per il risciacquo dei servizi...ma questo non c'entra nella storia di oggi. Allora chiederete, ma perche lo hai messo? E yours truly dirà, perche appena mi siedo ad una tastiera partono le dita e vanno per conto loro. Il cervello vola e non controllo piu nulla...

Oggi alla fontanetta del frizzante yours truly ha avuto un discorso che era da registrare. Cercherò di metterlo per non perdere i ragionamenti di un signore che prendeva l'acqua prima di me.

IO: posso chiederlo un piacere? Sono andata alla AMAT(nostro fornitore acqua) a chiedere che loro pulissero la fontanetta e vedo che non lo hanno fatto(pausa) se lei ci va e chiede lo stesso servizio(SILENZIO - non mio ma SUO)

LUI: veramente non credo che andrò
IO: e perchè
LUI: vede signora non credo che lei capisce come funzionano le cose qui(l'ennesima persona che mi rivolge questa frase - alla fine la metterò su una lapide davanti a casa-qui risiede quella che non capisce come funzionano le cose qui- suona bene no?)
IO: ah sì e perche(dalla mia nascità continuo usare questa frase)

LUI: perche qui quando fanno una cosa che funziona(in questo caso fontanetta frizzante che non paghiamo e che ce da un anno) non bisogna andare a romperli l'anima dicendo che lo devono anche pulirla
IO: ma a Torino lo fanno di prassi
LUI: ma qui non è Torino. Qui è Ponente(brillante no? penso io)
IO: e allora?
LUI: Vede signora lei non capisce(e daghela - che in dialetto qui anche se scritto male vuole dire ma dai di nuovo!) come funzionano le cose qui...
IO: E allora fammi capire come funzionano...
LUI: Facile, se tutti vanno a chiedere questo e quello e altro si rompono i santissimi e ce lo tolgono quel poco che funziona

IO:ma sta scherzando. Noi siamo cittadini della città e non abbiamo diritto e dovere di chiedere queste cose?
LUI: ma signora lei proprio non capisce(sto preparando il lapide ormai). I nostri diritti sono dove loro li permettono. I nostri doveri sono quelli che ci sentiamo di avere.

E con questo ho fatto come Perry Mason alla fine del suo turno in tribunale:

I REST MY CASE......finito la storia.

Però chiedo ai miei affezionati lettori...con una mentalità di questo genere come facciamo a pretendere che Italia poerina vada avanti. I diritti ce li danno e i doveri sono quelli che ci sentiamo di avere?
E perciò sono andata nel mondo virtuale e ho trovato questo link che penso ci farò pensare:


scegliete quello che volete perche sono tutti bellissimi e spiega un po la mente anarchica delle persone che vivono in questo paese che sono arrivata ad amare a dispetto i personaggi che si presentono nel giornaliero vivere!



lunedì 11 aprile 2011

Once upon a time c'era



e lo potete vedere benissimo il MARMO dove si impastava un po di tutto. Ormai la stagione del forno è quasi alla fine e yours truly ha deciso di mettere a buon uso il pezzo di Carrara per una nursery di piantine in crescita che non aspettano altro che essere messi fuori, chi al sole e chi al ombra dove potranno diventare bellissime piante sul terrazzo come le loro madre. A sinistra e a destra, una in ciotola blue altra in quella gialla ci sono due mini rose che, preso dalla Conad per la festa della Donna sono diventate le DIVE del marmo ma solo perche hanno già fiorite tante piccole rose color rosa chiara. Tra loro nel bicchiere di vetro ci sono piccoli ritagli di begonia che dopo il rinvasamento della madre hanno trovato posto nella nursery perche erano potate per far sì che lei, la mamma, crescesse rigogliosa e verde scura. Dietro la rosa in ciotola gialla ci sono delle foglie verde scura dove fanno nascondino fiorellini rosa pallida - parecchie talee di Tamaia che ogni anno va potata drasticamente per far sì che non diventa alta con quei enormi bastoni che trovo così brutti. Preferisco che la pianta madre rimane tipo cespuglio e lei, ormai abituata alle mie potature pesante, mi regala sempre tante figlie felice che poi vanno in vasi indipendenti.

Tanto per far finto di cucinare ho lasciato il cestino alto con dentro tutti gli attrezzi da cucina di legno. Fa bella figura nella foto e poi diciamolo tutto...quando servono per cucinare sono a portata di mano. Baratolo di sale grosso, timers, mortaio di marmo antico e poi quella pianta verde pelosa che non so come si chiama ma che dopo due anni di convivenza in sala ha deciso che doveva assolutamente entrare in cucina facendo bella figura sul tavolo ereditata dalla suocera e dopo, con un grande sospiro di contentezza, ci ha regalato una figliola piccina picciò proprio attaccata al suo tronco dove la tiene come una gallina con i pulcini.

e questo nursery che adoro tanto tra un mesetto se ne andrà fuori sotto quel portico a ponente che conoscete. Devo solo rifare le mensole sopra il catafalco di ferro pitturato di verde scuro. Così di poter avere spazio per tutte le inquiline vecchie e nuove...

domenica 10 aprile 2011

Once upon a time c'era

una foresta incantata dove abitavano fatine grigio perla che danzavano intorno agli alberi sopra l'erba bagnata di rugiada! Sembra veramente l'inizio di una fiaba ma altro non sono che bellissime casette di qualche farfalla che nidifica sugli alberi o sugli arbusti sotto gli alberi facendo bella mostra di se in una mattinata di una foschia degna della Pianura Padana.


Con la foschia tanta pesante che crea goccioline di acqua sulle foglie delle piante. Le rose che stanno mettendo foglie a non finire con le nuove di un rosso/verde bellissimo sembrano ricamati di perline bianche.




E le orchidee che vivono fuori tutto l'anno stanno godendo un paio di mattinate(anche ieri era così) nella quale possono fare finte di essere nella giungla, anche se più fresca che nei tropici, dove berebbero tanta acqua in forma di 'foschia vaporosa'. Non chiedono di meglio!


E la campagna stessa gode di un umidità che penetra attraverso un scivolare di gocce giù per i steli del erba, che rimangono attaccate alle punte dei rami degli alberi, che fa un strato di fango leggero sullo sterrato e che rende la biancheria stessa e per dimenticanza lasciato fuori quasi da strizzare.

Una mia amica, Dede, per scherzo continua dire che dovremo fare che la Liguria e il Piemonte si avvicinano. Che Pianura Padana stia facendo delle prove generale per vedere se scendere verso noi e fare salire noi verso lei?

Tanto per condividere!

lunedì 4 aprile 2011

I colori nascono dalla terra

Ormai i fiori sono in pieno rigoglio! I colori sono strepitosi. I tulipani come vedete stanno riempendo il loro posto in giardino affianco le fresie che erano i primi ad entrare ma oramai devono competere con gli olandesini che sembra trovare il terreno argilloso di ponente a loro gradimento.




Le fresie sono di due colori quest'anno perche quelli rossicci sono scappati e sono andati in una fascia sopra il cortile davanti al garage dove fanno bella mostra di se in mezzo a parecchi altri...

Questo bellissimo tappeto di fiori è una pianta grassa che avevo già fotografato tanto tempo fa quando non era fiorito. Ormai anche lei ha fatto il suo meglio per catturare il sole e portare il suo colore in terra.

E per non essere di meno questa bellissima pianta grassa in un altra vita voleva essere una rosa e per accontentare il suo desiderio M.Natura le ha fatto diventare magnifica...sembra proprio una rosa bianca e verde.


Ed ecco la parte del giardino che amo di piu probabilmente perche è l'entrata del mio angolo delle erbe. Come notate le fresie rosse sono proprio al entrata e man mano che si cammina verso lo steccato basso si vedono parecchi fiori appena sbocciati di un rosso fortissimo. Ci sono anche fiori selvatici gialli sotto le fresie gialle...cammina cammina dove ce lo steccato e tutto quel masso di verde che vedete è il mio origano selvatico. Si sta preparando per il caldo con un enorme chioma di verde nella quale cresceranno i fiorellini bianchi/rosi che segnalano ora della potatura. I miei fiorentini non aspettano altro che il rifornimento origano secco per la cucina greca di lui! Di fronte al origano ce una pianta di lavanda che fa fiori che sembrano piccoli uccellini. Sono tanti anni che ce l'ho e ogni anno quel uomo che abita con me dice 'poi te la pianto' dimenticando ovviamente i tempi di farlo e come ogni anno lei, quasi per ricordarlo la promessa, getta tantissimi fiori profumati. L'altra pianta in fondo della foto è la mia salvia che ha le foglie enorme, quasi da fare ripiene. Si possono friggere, usarli per liquori o quello che voglio. Sono pelosi e saporitissimi. Come vedete la stagione sta avanzando benissimo. Adesso aspetto la verdura fresca ma è ancora presto...quanto mi mancano le trombette!

tanto per farvi vedere cosa cresce a ponente