venerdì 7 gennaio 2011

Once upon a Time c'era....

Chapter 1

di un libro che magari non pubblicherò mai ma è la storia del mia arrivo e permanenza nel Belpaese nel secolo scorso(ma datemi almeno la possibilità di sembrare un classico) e negli anni agli inizi di quelli di Piombo della quale al tempo non capivo nulla perche sprovista di capacità linguistiche Belpaesane(e non mi direte adesso che sia ancora sprovista - almeno non completamenteAHAH)

E una storia abbastanza semplice. Inizia con una donna triste che voleva un po di felicità e non la trovava nel mondo suo. Lei lavorava come professore di high school. O meglio, aveva iniziata la carriera di professore di scienze sociali negli high school della sua zona degli States(la penisola che rassomiglia stranemente ad un Belpaese, ma scalzo) e direi che era felicemente(in questo caso unica cosa che la rendeva veramente felice era insegnamento) impegnata a tempo pieno con ragazzi tra gli 14-18 anni.

E la storia di una donna Triste la quale madre era convinta che una crociera nei Caraibi le avrebbe messo le emozioni apposto e così, per la grande felicità della donna triste, chiamava al telefono(al tempo non ce ne'erano ne PC ne Cellulari) almeno 3 volte al giorno per insistere nel suo intento - quello di portare la Tristezza in crociera su una nave di quelle belle con tanto di piscina, tours in porti Carabici e buffet a non finire. Come se la Tristezza avesse bisogno di altri stimoli per stra-mangiare oltre la totale Sadness che le inglobava.

E la storia di una donna Triste che alla fine del martellamento, per levarla dintorno quella madre assillante alla fine abbia detto SI' vengo basta che la smetti di telefonarmi ed insistere...alla fine ha fatto le sue esile valigie con dentro una mezza dozzina di libri per tenerla compagnia e durante le vacanze estivi(che finalmente erano arrivate come succedeva sempre verso Luglio) era partita con la madre-insistente per i mari blue.

E la storia di una donna Triste che in tutta la sua vita non ha mai supportato il mare, ne l'aria, ne la macchina ne il treno, ne il bus per motivi di malattia di movimento. E la storia di una donna Triste che oltre la mezza dozzina di libri per compagnia è riuscito anche portare in borsa un mezzo pound(al tempo non conosceva i kg) di pasticche contro il male...

Così arrivano al fatidico imbarco e trovano la cabina. Bellissima la nave con tanto di legno ovunque. Una nave da crociera stile vecchio. Non tanto enorme ma fatta per crociere comode e belle di pochi giorni. Noi eravamo imbarcati per una di una settimana. Un po in mare di notte, quasi sempre in porto di giorno. Con questo sistema la madre-insistente pensava di ovviare al problemi di male di movimento della donna Triste. Tristezza aveva portata tanti vestiti per tutte le occasioni. C'erano lunghi per le serate(caso mai non fosse in cabina in visita alle porcellane causa malatia movimento). Costumi da bagno per la piscina e magari le spiagge delle isole perche tanto la nave era ferma e le porcellane non chiamavano. Poi c'erano i completi per i tours caso mai avessimo (parlo al plurale perche la madre-insistente aveva detto che eravamo d'accordo con i tours) voglia di essere stivati in tour-bus con altri crocieristi felici di sudare e fare fotografie dalle finestre mentre scorazzavamo su e giù per colline(si fa per dire) nelle isole Carabici. Vi sorprenderesti sapere che in certe isole ci sono delle colline veramente bellissime - nel nostro caso non eravamo nella crociera che toccava queste isole. E logicamente pigiami comodi caso mai la Tristezza avesse voglia di stare in cabina leggendo la mezza-dozzina di libri portati per tenerla compagnia. Strano che mi ricordo anche due titoli - storia di Inghilterra 300 e un altro giù di là. Al tempo una mia passione.

E imbarcato abbiamo riposto le nostre cose nel armadi, la Tristezza messo sul comodino la mezza dozzina di libri e a questo punto ci siamo separati per intraprendere un avanscoperta delle delizie di una nave da crociera. Dopo 35 anni di matrimonio con un Direttore di Macchine delle nave di crociera sto ancora cercando di capire dove sono queste delizie - ma questo è un po avanti nella storia.

Gira che ti gira, corridoi, scale, rampe su e giù, oblò, terrazze, piscine coperte e non, ristoranti, bar e vari posti interessante alla fine la Tristezza mica che se ne andata. Non che fosse incrementata ma diciamo che il pensiero preoccupante era il fatto che salpati ero(yours truly era la Tristezza se non vi eravate ancora accorta) da sola su quella barca(nave) in mezzo al mare Caraibica con almeno 500 altre persone vestiti con camicie Hawaiiane, occhiali da sole e crema sapore noce di cocco. Vi darà l'idea del mio stato d'animo.

Vabbè, ho perso la madre insistente nei meandri e logicamente dopo tanti giri ho deciso di andare in cabina, cambiarmi per la cena e aspettare in un posto tranquillo che lei, la madre, si presentasse. Detto fatto e sono uscita di nuovo dalla cabina nel mio vestito preferito - un completo di pantaloni con top legato in vita a righe blue su sfondo bianco. Una volta mi vestivo alquanto bene a dispetto del fatto che non avevo ancora intrapreso una mia stile di moda che ormai tutti sanno cos'è...o almeno penso. Questo completo verrà poi definito 'il carcerato' da una certa persona ma anche questo viene piu avanti nella storia.

Finendolo in breve la madre-insistente si era cambiata e girando intorno alla nave e non trovandomi ha incontrato un ufficiale(guarda un po) che mi aveva visto in giro. Questo per farvi vedere che i completi legati in vita colore righe blue sfondo bianco non vanno mai persi di vista! E lui gentilmente ha detto alla signora in questione che la ragazza che cercava(o scusi, è sua figlia?) era appena girato angolo e salito per quella scala. Guarda un po il destino della gente che proprio quel ufficiale mi aveva visto.

Ci siamo visti io e la mia madre-ricercatrice-figlia proprio prima di prendere un apperitivo(al tempo avevo ancora qualche vizio) prima di cena. E devo ammettere che il White Russian che ho bevuto mi ha fatto rilassare benissimo in aspettativa per la cena. Non sentivo neanche un po il movimento della nave. Sembra una barzeletta alla fine perche il mare dei Caraibi era un lago, pure il Golfo di Messico...ma anche questo è piu in là nella storia. Cena ad un tavolo con 6 altre persone mai viste, mai conosciute che, come in tutti i viaggi, divennero amici per la pelle(mai visto dopo logicamente). Dopo cena un altro round di digestivi e poi una passeggiata intorno ai promenade per prendere un po di aria di mare e dire oooohhhh aaaahhhh al tramonto sul acqua. Fin ora ammetto che questa crociera obbligatoria per romopenza madre-insistente cominciava piacermi.

Alla sera sulle navi da crociera ce tantissimo da fare - spettacoli(orripilanti se sei abituati al teatro), casino(non mi piacciono proprio) e discoteca(almeno la musica era del tipo ballabile). Ho optato per la discoteca. In questo caso vi devo proprio spiegare come fatto la discoteca: Si entra in un corridoio o meglio un atrio abbastanza stretta se consideri che è il passaggio per entrare in un locale. 5 metri di larghezza con due muri la meta sotto in legno con ringhiere e la metà sopra con vetri illuminati. Interessantemente è il posto dove vanno a stazionarsi gli ufficiali Belpaesani. Diciamo che mi ricordava molto le 'strette' usate dai cowboys per separare e mettere in fila indiana le manze quando devono essere vaccinati...così le giovenche(in questo caso giovane donne Tristezza e non) dovevano fare la gincana attraverso un stuolo di ufficiali che controllavano bene le qualità e non delle prospettive ballerine.

Tristezza è entrata nel corridoio e regalmente non guardando ne a destra ne a sinistra è riuscita entrare nella Discoteca senza, almeno pensava lei, le occhiate indagatrice degli ufficiali Belpaesani. Seduta al tavolo da sola vedo entrare la Mom(d'ora in poi la chiamerò così) che si siede tranquillamente al mio tavolo. Giusto no, considerando che pagava lei e dopo un po vedo arrivare degli ufficiali. La Mom guarda in sù e ce un ufficiale che le saluta. Io guardo la Mom pensando 'cavolo che conquistatrice' quando lei mi dice, questo è la persona che mi aveva detto dove eri...finito il film pensavo io. Nel mentre lui usci e va a parlare con un amico.

Dopo circa 6 mesi l'ufficiale in questione me ha raccontato il loro discorso...tutto in dialetto ponentino:
i contrattanti sono Ufficiale 1° e Ufficiale 2° che accorcerò in 1° e 2°

1°g'ha visto me...
2°Ti scherzi
1°Daghela, g'ha visto me...
2° Ma na, me pi-u me
1° Ti scherzi, me pi-u me...
2° Ma dai
1° Ma pi-u me
2° e alura vaghe

e così ho conosciuto il mio futuro marito...

carino, no, essere vinto come nella lotteria...

e così finisce capitolo 1

però dovrei anche dire che la Tristezza se ne andata. Divenna donna apagata, i libri ancora da leggere oggi e le pastiglie di male di movimento mai presi se non quando vado in macchina con le mie amiche della Grande Gianuiotto. La Mom era abbastanza dispiaciuta che non ne sono stata insieme escluso ai pasti ma in fondo era lei che aveva insistito tanto che partisse...





4 commenti:

  1. Ma daiiiiiiiii...anche qui da te una crociera!!!!
    Però mi rendo conto che i belpaesani ufficiali, biancovestiti, anche adesso fanno furore sulle favolose cruises di cui sento parlare spessissimo...
    Quanti "Tristi" allora ci sono, visto che le crociere sono così frequentate, allora, come oggi!
    Cara P. sarebbe interessante la prefazione al libro...perché eri triste, tu che promulgavi sociologia, comportamenti, statistiche???
    Sono qui che pendo dalla tua...tastiera...bellissimo!!!
    Il tuo M, che raccoglie olive, che tira reti per campi in sbieco sulle colline ponentine...ilprincipe (bianco!) che rende il sorriso a Miss Triste...!!!
    Lo sa adesso che sta scrivendo dell'incontro?
    In fondo...mi pare che tua madre sia stata una buona "psicologa"...o è il Destino?
    Boh!!!

    RispondiElimina
  2. Carissima Ivana...Tristezza come modus vivendo al tempo. Portata avanti da anni. Era destina sicuramente. A mia madre diceva quasi mai un sì...va sapere perche quella volta dicesse OK?! Una prefazione? Vediamo cosa emerge dalla tastiera. Sai, non controllo molto la situation. Inizio battere e la direzione si forma da sola. Un abbraccio da ponente, P

    RispondiElimina
  3. PS: non sa che sto scrivendo di queste cose. E ancora stirato sul divano con influenza, il tempo è bruttissimo e essendo sempre in casa mi dò alla scrittura! P

    RispondiElimina
  4. Love Boat! ma allora esisteva davvero!!!!!!

    RispondiElimina