mercoledì 9 febbraio 2011

Roba da gatti....

o meglio, Nina la tricolore che vive con noi da almeno 12 anni e vive felicemente in campagna con amici felini non propensa a togliere la libertà facendo le fuse solo in casa. Lei che ha un diamante nero sul naso e una pancia che sembra un cuscino extra-large(almeno in inverno), la capacità di salire alberi altissimi in un balzo e scendere altretanto baldanzosamente. Lei che in inverno ha un garage tutto per se e reti delle olive dove farne un nido. Nel suo albergo verde ce anche una ciotola di acqua caso mai le venisse sete. Mangia i suoi pasti sul davanzale della sala dove abbiamo messo una mezza scala per facilitare l'arrivo. Ormai nella vecchiaia non riesce piu saltare sù come anni fa. Una cacciatrice di topi di campagna che lascia le vittime deceduto in giardino e nelle fasce intorno alla casa per il grande piacere della Beaglcuda che allegremente fa dei spuntini eccezionalmente proteici lasciando solo la coda come memoriale ai suoi peccati di gola.

E poi diciamola tutta, La Nina è stata battezzata col nome di una gatta memorabile della Nonna, buon anima, che ha vissuto nel paesino qui vicino(la gatta con la Nonna quando ambidue erano giovane). La casa nel paesino aveva una vite enorme e lunga che arrampicava su per il palazzino e sulla quale la Nina(della Nonna) poteva agevolmente arrivare nella cucina dove la bis-nonna(madre della Nonna) aveva la cucina con tutto il ben di Dio permesso nei tempi duri. Logicamente gli animali avevano il loro posto nel mondo un po diverso di quello di oggi e ogni volta che la bis-Nonna beccava la Nina in cucina la prendeva e la gettava fuori la finestra(1.5 piani in su). I gatti come sappiamo sono meravigliosamente articolati e la Nina atterava sana e sicura sulle gambe pronta il giorno dopo per un altra escursione in cucina dove veniva di nuovo buttata fuori...forse è per questa che la nostra Nina rifiuta di vivere in casa.

La storia vuole(raccontata da chi l'ha vissuto) che la Nina(nostra non della Nonna) ha rimpiazzata la Kitty(molto compianto amica del anima di yours truly) e ha vissuto in casa abbastanza(4 mesi) per far diventare matta la stessa(io non lei). Appena in età di sterilizzazione fu fatto il fataccio e dopo averla portata a casa e lasciato rinvenire dal anestetico ho potuta tenerla dentro solo il tempo di punti guariti(lei gli ha levati da solo per non sprecare tempo - allora si mettevano ancora quelli che andavano tolti) e ha preso la porta dove ha visto l'albero di olivo piu alto del nostro vicino(gli alberi del vicino sono sempre piu alti - o era gli alberi del vicino erano piu verdi). Comunque, ha preso la porta, ha fatto una corsa e a 5 mesi si è trovato in cima, piu o meno 8 metri di altezza. Fortuna voluta che in quei tempi yours truly era integra sia di gambe che di anche e forza pure perciò con scala di ferro lunghissimo, guanti di campagna e buona volontà decise con incoraggiamento della fiorentina(al tempo solo la figlia e non fiorentina di adozione) interprese il 'rescue mission' (salvataggio) della bestiola Poerina. Arrampica arrampica senza mai pensare che a 6 metri la scala magari finiva e anche il coraggio ma ormai ero su su su e con guanti in mano aggancio la felina che non aveva minimamente intenzione di mollare l'albero che in quel momento stava saldamente tenendo in corteccia gli artigli della Nina(nostra non quella della Nonna). Non so se avete mai avuto il piacere di salvare un felino da un albero ma vi dirò una cosa. Capisco perche i pompieri fanno pagare per il servizio.

A 6 metri di altezza su una scala con un gatto soffiando in una mano e l'altra tenendo la scala non è mica tanto facile scendere piolo per piolo senza pensare che magari dovresti guardare e appena lo fai ti rendi conto che 'scema'(te non il gatto) magari se l'avessi lasciata(la gatta non te) nel albero sarebbe scesa da sola verso ora di cena. Comunque sia in fondo siamo arrivati senza mollare ne felina ne scala. Siamo entrati in casa, messo giù la gatta per il grande piacere della fiorentina allora figlia, ritornata fuori per recuperare la scala di ferro, tornata in casa per trovare la fiorentina che faceva compiti e la Nina che sbrindelava un rotolo di carta igienica tanto grazie per avermi salvato. Il giorno dopo ha sbrindilato sia carta igienica che carta cucina e il terzo giorno anche. A questo punto ho aperto la porto dicendo 'prego....' e lei regalmente è uscita per tornare solo per pasti, una grattata sulla testa, corse in giardino e compagnia a non finire mentre lavoriamo fuori...questo la storia della gatta Nina battezzata col nome della Gatta Nina della Nonna materna che a forza di essere tirato fuori dalla finestra è diventata leggenda di famiglia. E la nostra Nina visse felice e contenta nel suo albergo verde in garage in inverno, dormendo sul divano con M quando ne ha voglia di pomeriggio, mangiando sul davanzale della finestra della sala da sempre e facendo amorevolmente parte della nostra vita da tanti anni....



2 commenti:

  1. Bellissima storia. Grattatina alla Nina.

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  2. Quanto mi piace!!!
    Una mia amica, più anziana di me e morta alcuni mesi fa, aveva un micio che si era rifugiato su un platano alto più di 10 metri...e sono venuti i pompieri...e io quando raccontavo le favole ai bambini disegnavo il grande albero, la lunga scala e il pompiere tutto mascherato che andava a salvare il micio!!!
    Però...penso che i gatti sanno scendere da soli!!!
    Nina è' una micia Calico, vedo...
    Io fotografo sempre tutti i mici che incontro, che mi conoscono già...e li saluto, anche se mi trovo in altre città!!!
    Quando ero giovane tornavo a piedi in campagna verso sera e sentivo dei movimenti...un micio grigio fumo mi seguiva...è venuto in casa mia... era una micia, le ho dato anche dei miei tortellini e lei non ci ha mai abbandonato...e aveva fatto due km a piedi con me, senza mai farsi vedere!!!
    Che belle le storie di gatti!!!

    Buona notte!!

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