domenica 27 febbraio 2011

Semplice e buono



Queste bellezze sono tre piantine di aglio selvatico che cresce nella campagna intorno al portico a ponente. Una volta le donne andavano in giro per le campagna facendo 'la spesa' in quella di M. Natura. Oggi giorno ci sono le matte come me che si divertono ancora il camminare in giro per le fasce togliendo qua un aglio, la delle bietole, lì le borragine e piante tipo tarrassacco e bocca di leoni che in insalata sono una prelibatezza, su il timo selvatico, giù l'origano(non ora ma a Luglio quando il solleone ha avuto tempo di riscaldare la terra e profumare per bene le foglie)...tutta grazie a lezioni imparati da mia suocera, buon anima, che faceva parte di quella gente di paese(quella nel blog di tempo fa) poveri e, perciò, molto capace di fare pasti quasi senza spendere un soldo. Le torte verdi di una volta era no solo biete(raccolte in campagna), cagliata(dalla mucca loro dopo il formaggio fatto), uova(di galline loro) e quando c'era un po di parmeggiano grattugiato...la sfoglia fatta con olio di oliva loro e farina comprata. Semplice buon cibo.

Quest'aglio selvatico ha le foglie che sanno un po tanto di cipolla anche se rassomigliano ai loro fratelli agli domestici. Il bulbo sa un po di cipolla e un po di aglio come lo scalogno ma non avendo pregiudizi ne voglia di cambiare battesimo continuo usare il nome dei vecchi...ed apprezzare il suo profumo in minestre, salse, sughi e arrosti.

tanto per darvi un idea delle mie stranezze e passioni...

4 commenti:

  1. ti invidio! come chiamano da te il timo selvatico? sul lago di Como si chiama "segrigiola" con la dieresi sulla o.
    buona domenica
    eu

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  2. Ciao Paula!!!
    Anche questo post è bellissimo, sento che hai davvero capito la vita vera, la natura, la tradizione, le usanze antiche di quella "tua" terra...e inoltre ti ringrazio per la bella immagine che ci offri di tua suocera....sei davvero un'ottima sociologa!
    Un abbraccio grande!!!

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  3. Eu, il timo da noi si chiama 'tumaru'. Lo scritto non rende la pronuncia però!

    Ivana, grazie del 'ottima sociologa'. Riprendo in mano gli analisi che ho lasciato anni fa. Una volta facevano parte del mio bagaglio giornaliero nel
    insegnamento.
    un abbraccio da ponente a entrambi! P

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  4. Puddin,
    sai che negli anni sessanta settanta ero fan di una sociologa americana, e ora non me ne ricordo neppure il nome!!!
    E i suoi libri saranno su in soffitta!!!
    Non soltanto le analisi aiutano a capire la vita, ma anche il sentimento, la sensibilità!
    Io vorrei sempre poter incontrare professionisti capaci, che non abbiano solo la teoria a pappardella (facile!), ma che siano umanamente disponibili a "sentire" il paziente, se sono medici del corpo o della psiche, oppure avere coscienza nelle professioni sociali, quali poliziotto, amministratore, politico ecc...
    Utopia...che ne dici????

    Un abbraccio!!!

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