sabato 24 aprile 2010

La vista dal portico

o cio che vedo dal mio di portico. Un apertura al mondo fuori non indifferente se amate la campagna, le ulivi, spazi aperti, colline che si affacciano su un porto che una volta era un timido posto di barchette nostrane che portavano i pescatori della domenica fuori nel mare Ligure per quel orata che, poerino, non aspettava altro che essere ficcato nel forno per pranzo. Un apertura al mondo di fuori che inizia ogni mattina con il profumo della terra umida ormai da tanti mesi di pioggia. Agognata anche lei perche per anni non abbiamo avuto abbastanza acqua su questa parte del mondo fatto di terra argilosa e discesa. E ora che piove, diciamo ininterottamente, per mesi sembra che la terra ti viene incontro con profumi gioiosi di fertilità. Quel umidità che promette una cacophonia di fiori di colori diversi, erbe rigogliose (per nostro dispiacere che poi tocca falciare) e, finalmente, una nata di timo con in testa quei fiori violaccei che rendono facile avvistarli, segnarli per futura raccolta. E come se M. Natura fosse finalmente ricordata di noi umani e della sua amata terra Ligure. Aspra, pietrosa, difficile da lavorare ma sempre bellissima quando in piena fioritura. Amorevole nella sua bontà quando riceve abbastanza pioggia.

La vista dal portico un po nascosto dagli ulivi che salgono maestosi anche se potati ad ombrello per poterli 'lavorare' da terra. Una volta si lasciavano crescere in alto perche si credeva che avevano bisogno del altezza per irrobustire e fruttificare. Ormai si sa che la pianta ti ringrazia per una bella potatura che permette alla linfa oleosa della pianta far da ascensore per i concime naturali che li dai. E le piante ogni anno, a dispetto prognostici degli agronomi che dicono gli ulivi fruttificano un anno si e uno no, ti regalano splendide olive per quel olio oro che è il nostro 'petrolio', naturale, ecologico e squisitamente burroso.

Certamente la vista dal portico cambia con i venti. Un po come il clima cambia. Venti che portano e rispingono tutto ciò che M. Natura vorebbe darci. Sembra che il dio dei venti e Lei sono sempre litiganti. Lei che vorrebbe calma per poter mandarci il sole coccente asciugatore del terreno e del sudore. Lui, il vento, che insiste nel far volare tutto incluso la biancheria stesa (un asciugatura perfetta e anche stirato). Le foglie delle piante degli ulivi che girano da una parte al altro mandando ora bagliori argentati ora verde cupo con un fruscio armonnioso, riposante a dispetto della forza del aria che spinge di qua e di là.

E dal portico ovunque intorno le colline che di qua ci danno le spalle mentre si affacciano dolcemente verso il mare e quel porto in costante crescità. Le colline che ci salvano dagli allagamenti così frequenti negli ultimi mesi per quella pioggia tanto agognata. Quelle spalle verde irlandese quasi che non sembrano piu nostrani ma preso in prestito dal isola smeraldo. Strano che ogni anno per una certa stagione il verde regna indiscussa regina dei colori. Quasi che il mare in faccia alle colline si distende in blue cupo omaggio osequioso. Come se lui, il mare, non volesse sempre prendere primo posto tra le cose belle che la Liguria offre.

E poi dal portico in giorni particolarmente nitide a tramonto quando l'orrizonte è talmente vicino che potresti toccarlo con un dito e l'idea del mondo piatto sembra proprio vero ti appaiono le isole...ehi sì, proprio le isole sono là a distanza ravvicinata. Vedi le montagne, le nubi sopra e ti chiedi come fa M. Natura a mandarti questa vista fantascientifica. Chissà se sono le isole della Toscana che sentono tanto la mancanza della terra alla quale magari un tempo erano conessi fanno una nuotata contro natura e arrivono a salutarci o se magari è la Corsica, stanca della franceisità ritorna nel grembo italiano cercando un po di consolazione geologica?

Comunque la vista dal portico è cangiante, continuamente diverso, continuamente uno dei motivi per cui riesco a vivere un po fuori dal mondo...e adesso ce il sole che brucia la foschia, che illumina i colori dei fiori, che asciuga la terra bagnata, che fa cantare gli uccelli mattiniere e che vado a salutare portandomi un caffe bollente per godermi ancora una volta la vista dal portico a Ponente!



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